Commissione Speciale Prospettive Finanziarie 2014. La Delegazione PDL al Parlamento europeo presenta le proprie proposte. Mario Mauro e Giovanni La Via: ''L'Italia faccia sistema in Europa, ma ci vuole uno sforzo per spendere meglio i fondi''
Wednesday, 07 July 2010 21:21
Comunicato Stampa

Strasburgo, 7 luglio 2010
Commissione Speciale Prospettive Finanziarie 2014. La Delegazione PDL al Parlamento europeo presenta le proprie proposte. Mario Mauro e Giovanni La Via: ''L'Italia faccia sistema in Europa, ma ci vuole uno sforzo per spendere meglio i fondi''
Ha avuto luogo questa mattina a Strasburgo la Conferenza Stampa "Quadro Finanziario Pluriennale 2014: salviamo l'Italia?", con la quale la Delegazione PDL al Parlamento europeo ha presentato i propri orientamenti in merito all'istituzione domani della nuova Commissione Speciale sulle Prospettive Finanziarie 2014 alle quali il trattato di Lisbona riconosce per la prima volta valore giuridico vincolante.
Gli Onorevoli Mario Mauro, Presidente dei Deputati della Delegazione PDL al Parlamento europeo e membro della neonata Commissione Speciale, e Giovanni La Via, anch'egli membro della nascente Commissione Speciale, hanno illustrato alcune delle proposte che intendono portare avanti durante i lavori che definiranno il nuovo assetto delle prospettive finanziarie dell'UE dopo il 2013.
Alla conferenza stampa erano presenti anche l'On. Roberta Angelilli, Vicepresidente del Parlamento europeo, l'On. Raffaele Baldassarre, Vicepresidente della Commissione Giuridica e l'On. Barbara Matera, Vicepresidente della Commissione per i Diritti della Donna.
"L'attuale crisi economica e finanziaria rende ancora più pressante, non solo una ridefinizione molto attenta del nuovo quadro finanziario pluriennale dell'UE adeguato alle politiche di rigore che il Governo italiano, come la maggior parte di quelli europei stanno portando avanti, ma al contempo rende necessaria la necessità di procedere ad un programma di investimenti capace di rilanciare l'economia", ha affermato Mario Mauro.
"E' importante sottolineare che con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, per la prima volta viene dato valore giuridico vincolante al Quadro Finanziario Pluriennale - per il quale e' prevista una durata "almeno quinquennale" per uniformarlo alla legislatura del PE e al mandato della Commissione - e che per questo motivo il Parlamento europeo assume per la prima volta un potere incisivo che dovra' essere propositivo e di guida di questo processo", ha dichiarato Giovanni La Via.
"La priorità del nuovo periodo di programmazione dovrà anche essere quella dell'acquisizione di risorse, al fine di promuovere la realizzazione di grandi progetti nel settore delle infrastrutture, dell'energia, dell'ambiente e della ricerca per consentire ai singoli Stati membri di uscire dalla crisi", ha spiegato l'On. Giovanni La Via.
I due deputati si sono poi soffermati sulle proposte che intendono portare avanti cercando un consenso più ampio all'interno non solo del Gruppo PPE ma anche degl'altri gruppi politici del Parlamento europeo.
"L'obiettivo è quello di poter "fare sistema" a livello italiano - in modo trasversale - spiega Mario Mauro - e' chiaro che bisogna anche prendere atto in modo serio dei numeri che ci dicono quanto le regioni italiane non abbiano speso, e che vi possa essere una presa di responsabilità, insieme, di Stato e Regioni, per una nuova, effettiva e concreta modalità di utilizzo delle risorse messe a disposizione dall'UE".
Proposte e possibili strumenti presentati durante la conferenza stampa:
proposta avanzata dal Ministro Tremonti nella riunione di Ecofin di Nizza del settembre del 2008, e cioè l'istituzione di uno (o più) grandi fondi per il finanziamento delle infrastrutture strategiche europee, che consentano di uscire dall’impasse derivante dalla necessità di mobilitare per tali investimenti ingenti risorse, ma dalla difficoltà di reperirle nel bilancio della Unione. L’idea è di sostenere gli investimenti strategici europei mediante un fondo equity costituito non con risorse prelevate dal bilancio dell’Unione, né dai bilanci pubblici dei singoli Stati europei (stressati dalla crisi), ma conferite da istituzioni finanziarie disposte ad investire con capitale in progetti con orizzonti di lungo periodo e con tassi di ritorno non speculativi. In tal modo si veicolerebbero in questi impieghi capitali privati, risparmi delle famiglie ed eventualmente capitali pubblici di Paesi extraeuropei desiderosi di diversificare i loro investimenti. A tal fine, si era proposto di utilizzare la Banca Europea per gli Investimenti;
- il finanziamento dei progetti europei mediante l'emissione di titoli di debito sovrano europeo - Eurobond . In questo modo si consentirebbe di fare dell’Euro una moneta di riserva internazionale, di contribuire alla stabilizzazione del sistema finanziario mondiale, di offrire ai Paesi in surplus una possibilità di diversificazione delle loro riserve; in merito a questa seconda soluzione, va detto che Delors aveva già previsto nel libro bianco del 1993 il lancio di un prestito in Eurobond da 7 miliardi di ecu all' anno. Il progetto fu però osteggiato in quanto interpretato come rilancio della spesa pubblica;
- utilizzazione di forme tradizionali di finanziamento tramite debito. Si potrebbe pensare di far ricorso al finanziamento di progetti direttamente dal mercato finanziario, attraverso l’emissione di obbligazioni: Single Project Bond - obbligazioni di progetto. Il loro utilizzo in settori chiave, quali l’energia e i trasporti, potrebbe rappresentare un’opportunità interessante di investimento di lungo periodo per fondi pensione, compagnie di assicurazione, fondi sovrani e per il risparmio delle famiglie. Si deve considerare, inoltre, che i project bond potrebbero essere promossi da grandi investitori istituzionali;
- modifica della procedura di bilancio nella parte in cui prevede la restituzione delle risorse non utilizzate agli Stati membri, prevedendo invece il mantenimento delle stesse. - possibilità dell'utilizzo dello strumento di flessibilità.
Per maggiozi informazioni:
on. Mario Mauro - Tel.: + 33 3 88175387
on. Giovanni LA VIA - Tel.: + 33 3 88175217



